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Pensi di conoscere davvero i tuoi interlocutori? Mettici alla prova
By: investigazioni-italia-mm Acceso: 18 settembre 2018 In: Articoli, News Comments: 0

Le imprese sono molto più di quello che i loro numeri esprimono. Fermarsi alla mera valutazione quantitativa per valutare un’impresa, può rivelarsi un grande errore, in quanto, a volte, le informazioni salienti non si trovano all’interno del bilancio e dei soli dati ufficiali.

Le informazioni commerciali, provenienti da fonti pubbliche, quali le visure camerali della Camera di Commercio, i bilanci, la presenza di pregiudizievoli e protesti, sono un valido strumento per avere una prima fotografia del soggetto analizzato. Ma limitarsi ai soli dati ufficiali, può portare a valutazioni approssimate e non attualizzate.

Supponiamo di dover scegliere un fornitore e richiedere un report quantitativo sull’impresa X: dal punto di vista numerico, l’impresa X si rivela in ottimo stato e, a livello ufficiale, non emergono informazioni negative né sul suo conto né sugli esponenti. Nessuna segnalazione, nessun protesto. Il livello di rischio, fermandosi alla mera indagine numerica, è ridotto al minimo, tanto da convincerci ad entrare in affari con X.

Supponiamo ora di aver deciso di guardare un po’ più in profondità, ed affidare il report informativo a un’agenzia investigativa. Al termine delle positive valutazioni ufficiali, gli analisti inizieranno un indagine ufficiosa, alla ricerca di elementi di criticità nascosti. L’amministratore delegato ha più di 90 anni: un dato poco analizzato da un sistema automatico, ma fondamentale per un analista. Chi è questo personaggio? Chi sono gli altri esponenti? L’approfondimento porterà a scoprire che l’amministratore è in realtà una “testa di legno” utilizzata in molte altre aziende, che i veri esponenti aziendali sono nascosti in ruoli da consiglieri e sul loro conto ci sono procedimenti penali aperti, come si apprende dagli archivi giornalistici: l’azienda è dunque solo formalmente sana, e nasconde un management tutt’altro che pulito. Questi dati, nell’ottica dell’anticorruzione sono determinanti per cambiare completamente la valutazione dell’azienda partner e indirizzare le scelte in un’altra direzione. E questa è una delle tante casistiche che celano altri risvolti spesso negativi e palesati solamente da analisi investigative.

Le informazioni qualitative, che ad oggi si ritengono avere un peso del 30-40% nella valutazione dello Score aziendale dopo Basilea 2, sono elementi fondamentali per raccontare l’impresa nel suo complesso, andando ad evidenziare quello che ogni azienda è oltre i numeri, e valutando la sua reale affidabilità.

A questi requisiti rispondono informazioni come la storia degli esponenti, l’organizzazione interna, il personale, le notizie d’archivio dei giornali, le voci non ufficiali, le certificazioni, i problemi penali degli esponenti, il passaggio generazionale, l’esperienza e il curriculum del management, collegamenti spesso non palesati con altre aziende illecite,ecc

Si può dunque dire che limitandosi ai soli dati quantitativi, ciò che si ottiene è un disegno di ricerca strutturato e chiuso, oggettivo e standardizzato, mentre la ricerca qualitativa segue un percorso altamente destrutturato, aperto, atto a captare l’imprevisto. Si assumono informazioni diverse a seconda dei casi, con diversi livelli di approfondimento. Se la ricerca quantitativa è “hard”, ovvero basata su dati oggettivi, la ricerca quantitativa è “soft”, ovvero basata su informazioni raccolte nella loro interezza, riconducibili al singolo caso specifico e capaci di offrire e attualizzare un profilo completo dell’azienda, consentendo valutazioni informate e consapevoli.

La differenza tra un report ufficiale e un report investigativo può stravolgere la valutazione di un cliente o di un partner: Investigazioni Italia vi offre la possibilità di testare personalmente questa differenza, sperimentando un approfondimento investigativo su un’azienda di cui conoscete l’ufficialità.

Per informazioni: commerciale@investigazioni-italia.com