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By: investigazioni-italia-mm Acceso: 30 novembre 2018 In: Articoli, News, Senza categoria Comments: 0

Nella seduta dell’8 novembre 2018, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo Schema del decreto legislativo che introduce il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, in attuazione della Legge delega 19 ottobre 2017, n. 155. Il Governo avrà tempo fino al 13 gennaio 2019 per l’approvazione definitiva.IN

Prevenire i rischi è possibile con la Business Intelligence

nuova legge fallimentare 2018 novità
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Con la Nuova Legge Fallimentare, dovrebbe crescere la consapevolezza che prevenire lo stato di crisi è, a monte, PREVENIRE LE INSOLVENZE, saper valutare e scegliere con attenzione partner, clienti e fornitori con cui entrare in attività.

Spesso a determinare il fallimento di un’azienda è proprio una valutazione non adeguata del rischio a cui ci si espone in determinati “affari”. PREVENIRE il fallimento, diventa allora VALUTARE IN ANTICIPO FORNITORI, PARTNER E CLIENTI e farlo non solo dal punto di vista del bilancio: i primi segnali di crisi non sono visibili dai dati ufficiali, ma possono essere individuati da analisi ufficiose e attualizzate.

Le informazioni QUALITATIVE a valore aggiunto, di taglio investigativo,  sono in grado di presentare il quadro completo della situazione dell’azienda, dal rapporto con i fornitori alla puntualità nei pagamenti, dal rapporto con gli istituti di credito al monitoraggio dei periodi brevi in andamento, dalle informazioni ufficiose di settore al rischio reputazionale.

PAROLA CHIAVE: PREVENZIONE

L’obiettivo della Legge è quello di prevenire le crisi e assistere gli imprenditori che si trovano maggiormente in difficoltà.

Con la nuova legge fallimentare si introduce una fase preliminare e stragiudiziale attraverso la quale l’impresa, affidata a un organismo pubblico, riesca a prevenire la crisi irreversibile e ad adottare tutte le misure necessarie per superare il momento di difficoltà.

LA RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENTARE IN 9 PUNTI

  1. Il termine FALLIMENTO sarà sostituito dall’espressione LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE
  2. Si introduce la definizione di STATO DI CRISI (probabilità di futura insolvenza) e si mantiene l’attuale nozione di insolvenza
  3. Si adotta un UNICO MODELLO PROCESSUALE per l’accertamento dello stato di crisi
  4. Ai procedimenti di accertamento dello stato di crisi sarà assoggettata OGNI CATEGORIA DI DEBITORE: persona fisica, persona giuridica, ente collettivo, consumatore, professionista, imprenditore, commerciante, artigiano. Ad essere esclusi saranno i soli enti pubblici.
  5. Ad avere priorità saranno le proposte che comportano il superamento della crisi assicurando la CONTINUITÀ AZIENDALE anche tramite un diverso imprenditore.
  6. Si punta alla UNIFORMAZIONE E SEMPLIFICAZIONE della disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale
  7. Si tende a RIDURRE LA DURATA ED I COSTI delle procedure concorsuali
  8. Si istituisce presso il Ministero della giustizia un ALBO dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali
  9. Si armonizzano le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di TUTELA DELL’OCCUPAZIONE e del reddito di lavoratori.

PROCEDURE DI ALLERTA E COMPOSIZIONE ASSISTITA DELLA CRISI

Una delle novità più significative della nuova Legge Fallimentare è l’introduzione della “procedura di allerta e di composizione assistita della crisi”, che mira ad anticipare lo stato di crisi.

Gli strumenti di allerta si distinguono tra: oneri di segnalazione posti a carico di alcuni soggetti qualificati ed obblighi organizzativi posti a carico dell’imprenditore.

Sono indicatori della crisi: “gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, che possono incidere sulla sostenibilità dei debiti per l’esercizio in corso o per i 6 mesi successivi e sulla continuità aziendale, tenuto conto della presenza di significativi e reiterati ritardi nei pagamenti di durata diversa in rapporto alle differenti categorie di debiti”(art. 13)

La riforma ha restituito centralità alla figura del pubblico ministero, il quale è legittimato a presentare ricorso per l’apertura della liquidazione giudiziale in ogni caso in cui ha avuto notizia dell’esistenza di uno stato di insolvenza. Non solo, “qualsiasi autorità giudiziaria che ha rilevato lo stato di insolvenza nel corso di un procedimento ha l’obbligo di segnalare la situazione al pubblico ministero” (art. 38)

IL RUOLO DELLE CAMERE DI COMMERCIO

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Il ruolo più importante sarà affidato alle Camere di Commercio, che dovranno dotarsi di un organo ad hoc per la “composizione assistita della crisi”.

Quest’organo avrà il compito di allertare le imprese in caso di segnali di crisi e di evitare che, dopo la fase liquidatoria, cessino l’attività.

Sono previsti premi ed agevolazioni per le imprese che si attiveranno dopo l’allerta, come la riduzione delle sanzioni per debiti fiscali.

ACCESSO AL CREDITO FACILITATO

È previsto inoltre, in particolare per le imprese più piccole, un sostegno per facilitare l’accesso al credito e impedire la perdita del possesso dei beni. Addirittura, sarà possibile concedere la garanzia su beni non ancora attuali ma già futuri e determinabili.

IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO

Novità importante è quella che riguarda il concordato preventivo, ossia l’accordo che il debitore può trovare con i creditori per evitare lo stato di insolvenza irreversibile.

Si rafforza infatti l’ipotesi del concordato in continuità, che prevede l’accettazione di proposte che garantiscano la continuità aziendale e mantengano livelli occupazionali adeguati.

Si ammette inoltre il concordato che mira alla liquidazione dell’azienda, ma solo se in grado di assicurare il pagamento di almeno il 20% dei crediti chirografari. La liquidazione giudiziale, in ogni caso, viene considerata dalla nuova legge solo un’estrema ipotesi.

GLI STRUMENTI DELLA NUOVA LEGGE FALLIMENTARE

Essendo l’intera normativa finalizzata al recupero ed alla continuità dell’impresa, gli strumenti principalmente utilizzati saranno gli accordi di ristrutturazione dei debitii piani di risanamento ed il concordato preventivo con continuità aziendale,con numerosi vantaggi e tutele per il debitore che si avvalga di questi strumenti, mentre la liquidazione dei beni sarà considerata l’extrema ratio,da attivarsi solo in caso di fallimento di tutte le altre alternative.

In ogni caso, il concordato liquidatorio sarà ammesso solo a condizione che assicuri il pagamento del 20% dei crediti chirografari.

Investigazioni Italia da anni promuove questo processo di PREVENZIONE attraverso Dossier Investigativi dedicati:

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Per informazioni: commerciale@investigazioni-italia.com

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