Riforma Fallimentare 2019: le novità e i cambiamenti sulle direttive della liquidazione giudiziale

Il 14 febbraio 2019 la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il testo del Codice della crisi d’impresa e aziendale nell’insolvenza, mirato a rinnovare le procedure concorsuali, in modo da ottenere una riduzione dei costi oltre che la durata dell’iter burocratico.
Le integrazioni più rilevanti entreranno in vigore dal 15 agosto 2020, ma alcune variazioni al codice civile sono già state attuate 30 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Le finalità della Riforma

Uno dei primi cambiamenti é la definizione stessa della parola “fallimento” che a oggi viene sostituta con il nuovo termine di liquidazione giudiziale.
Il Codice nasce con lo scopo di riformare la disciplina delle procedure concorsuali, consentendo una previsione dello stato di difficoltà delle imprese, in questo modo si cercherà di salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa.
L’obiettivo principale é l’incoraggiamento alla formazione di un quadro giuridico che permetta la risanificazione delle imprese sane in difficoltà finanziaria, consentendo agli imprenditori onesti di ridurre gli ostacoli al buon funzionamento del mercato interno.
Analizzeremo insieme le nuove regole che disciplinano la gestione della crisi da sovra indebitamento e le caratteristiche che regolamentano il sistema di privilegi e garanzie.

Nuovi strumenti di allerta

Il ritardo nel percepire i segnali di una crisi, la maggior parte delle volte, fa sì che esso degeneri in una vera e propria insolvenza sino a diventare irreversibile, togliendo qualsiasi possibilità di risanamento dell’impresa.

Per far fronte a questa problematica si é introdotta la fase preventiva di “allerta”, mirata ad anticipare la nascita della crisi.
Questo importante strumento da la possibilità di avere una rapida analisi delle cause della sofferenza economica e finanziaria dell’azienda, offrendo anche la possibilità di accedere ad un servizio di composizione assistita della crisi, utile per il raggiungimento dell’accordo con i creditori.

La fase preventiva sarà gestita grazie ai sistemi di monitoraggio denominati “Alert”: l’utilizzo dei nuovi strumenti di monitoraggio mira a prevenire e impedire, che l’inizio di una crisi aziendale possa tramutare in procedure più complesse e critiche da gestire, sia per il debitore che per il creditore.
Gli Alert fungono da indicatori di dissesto finanziario, patrimoniale e reddituale, rapportati insieme alle caratteristiche dell’impresa, al tipo di attività e alle date di costituzione ed inizio attività. Saranno strumenti utili per la valutazione degli squilibri economici dell’azienda.
Elencheremo di seguito alcuni degli aspetti più comuni in una valutazione di dissesto:

  • ritardo nei pagamenti delle retribuzioni dei proprio dipendenti;
  • ritardo nei pagamenti dei fornitori;
  • superamento degli indici di bilancio, secondo le elaborazioni del CNDC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti).

Procedura di allerta: quando e come si attiva

Come scritto nel decreto della Legge Fallimentare (Art. 374.2) l’imprenditore deve:

Attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti
dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale

in termini più pratici, la riforma prevede che qualora l’imprenditore in fase di crisi aziendale non riuscisse a riportare in sesto la propria azienda, potrebbe scattare l’avvio di una Procedura di Allerta, procedura mirata a risolvere l’adempienza tra creditore e debitore prima che sfoci in un’insolvenza.
In tal caso si potranno attivare due tipologie di Procedura di Allerta:
– Interna
avviata volontariamente dall’imprenditore che agevolerà dell’assenza di pesanti sanzioni (esempio la riduzione degli interessi per i debiti fiscali).
– Esterna attivata direttamente dagli organi di controllo societari (come l’Agenzia delle Entrate, l’INPS ecc.), nel caso il cui il debitore abbia oltrepassato i limiti del proprio debito.

Ma chi si occuperà della procedura?

La gestione della procedura di composizione della crisi é affidata ad un collegio di tre figure esperte, figure nominate dall’OCRI (Organismo di composizione della crisi d’impresa), organismo che é stato costituito in ogni Camera di Commercio sul territorio nazionale.
Le competenze affidate all’OCRI saranno:

  • La gestione delle segnalazioni e i relativi indizi di crisi dell’impresa, forniti dall’imprenditore in crisi o dal creditore pubblico qualificato (Agenzia delle Entrate, INPS, Agente della riscossione).
  • L’incarico di cercar di risolvere lo squilibrio finanziario dell’impresa portando ad un accordo tra creditore e debitore, in una tempistica ristretta nel limite di 90/180 giorni.

Se il collegio non dovesse trovare un accordo per risolvere l’insolvenza del debitore, sarà suo dovere invitare l’impresa ad aprire una procedura di insolvenza tradizionale.

Agevolazioni e misure premiali

Nella lista delle agevolazioni vengono adottate le cosi dette “misure premiali” per tutti coloro che presenteranno di loro iniziativa un istanza di composizione giudiziale assistita volontaria per la risoluzione della propria crisi d’impresa. Ad esse si riserveranno particolati agevolazioni tra cui:

  • la semplificazione delle regole processuali, nonché la precedenza a tutti coloro che consentiranno ed assicureranno la continuità aziendale, in modo da ridurre i costi ed i tempi sulla procedura concorsuale.
  • la possibilità di ricorrere all’accordo di ristrutturazione del debito, che prevede la riduzione o abolizione del limite del 60% dei crediti.
  • l’accesso al nuovo concordato preventivo che terrà conto non solo dell’accordo ma anche della liquidità dell’azienda.
  • Stando all’Art. 324 della nuova riforma, l’imprenditore beneficia di una causa di non punibilità nel caso presenti tempestivamente l’istanza volontaria per la risoluzione della crisi d’impresa, agevolamento utilizzabile solo per debiti di modesta entità.

Sistemi informatici per un buon assetto organizzativo

Sul fronte organizzativo con l’Art 374.1, il decreto impone all’imprenditore di:

“Istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile anche in funzione della rilevazione
tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale”

al fine di prevenire una possibile situazione di crisi d’impresa, ogni azienda dovrà dotarsi di sistemi informativi e piattaforme dedicati al controllo di gestione e del budget, quindi sarà necessaria la realizzazione di un piano d’impresa pre-crisi che permetta di riportare l’azienda in equilibrio in casi di segni di criticità aziendali.

Obblighi e adeguamenti per le imprese SRL

Per le società SRL é stato introdotto l’obbligo di nomina degli organi interni di controllo entro 9 mesi dall’entrata in vigore del codice. Tale obbligo é in realtà previsto solo per:

  • società con obbligo di redazione bilancio consolidato;
  • società con controllo di società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • società che hanno superato per 2 esercizi consecutivi almeno 1 dei seguenti limiti:- 2 milioni di euro: totale attivo dello stato patrimoniale,- 2 milioni di euro: di ricavi delle vendite e delle prestazioni,- a cui il n° medio di dipendenti durante l’esercizio é di 10 unità.

Si estendono quindi i casi di nomina obbligatoria dell’organo di controllo (sindaco unico o collegio sindacale) o del revisore per molte aziende. Le novità contenute nella riforma coinvolgeranno in maniera diretta le tante SRL e cooperative che, dopo le modifiche introdotte all’Art 2477 del Codice Civile relativo all’obbligo di nomina del collegio sindacale e alla revisione legale dei conti, saranno anche chiamate a modificare statuti o atti costitutivi.

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La maggior parte delle nuove disposizioni entrerà in vigore il 15 agosto 2020,

tuttavia, per alcune previsioni, tra cui quelle relative al diritto societario, é stata

prevista invece l’applicazione immediata. E quindi già iniziata la corsa all’adeguamento

di tutte le aziende al nuovo codice anche se rimangono ancora forti dubbi

sull’effettiva semplificazione della procedura fallimentare.