Mosca cieca con il Fornitore? Un gioco ad alto rischio

L’attenzione alla scelta dei fornitori e alla corretta gestione della filiera produttiva è un elemento spesso sottovalutato dalle imprese. Una ricerca condotta da EY sul tema, porta alla luce un dato sorprendente: il 48 per cento delle aziende italiane non riesce a verificare se i propri fornitori rispettino la legge anti-corruzione. E il 16 per cento delle ditte di fascia media non farebbe nulla se scoprisse che i propri fornitori stanno violando la legge.

Eppure vantaggi e pericoli di un’avventata gestione della filiera sono evidenti: un fornitore mal valutato può esporre l’azienda a rischi di tipo commerciale (impatti negativi sul cliente, impreviste variazioni dei costi), operativo (interruzione dell’attività), reputazionale (legami con vicende di corruzione e mancato rispetto dei diritti umani). Si parla di danni con ricadute economiche e di immagine che possono diventare esponenziali: si pensi al caso dei recenti scandali legati allo sfruttamento dei rifugiati siriani da parte di noti brand di abbigliamento, alla collusione di imprenditori e aziende italiane con le mafie, ai favoritismi nell’assegnazione dei contratti di appalto.

Di fronte a questi rischi, diventa essenziale verificare che le organizzazioni e le aziende con cui si collabora siano affidabili e si attengano ai valori sottoscritti nel codice etico aziendale, un elemento necessario per la compliance 231 ma niente affatto sufficiente. Una valutazione approfondita del fornitore necessita di una due diligence mirata, capace di anticipare i rischi che possono presentarsi a collaborazione avvenuta. Alla base di ogni accordo contrattuale di fornitura o sub-appalto, nonché delle relative procedure che vengono concordate, deve esserci una conoscenza trasparente e rigorosa dello stakeholder, soprattutto nel caso dei fornitori più importanti, i cosiddetti critical suppliers, ovvero quelli ad alto volume di spesa, relativi a forniture strategiche o lavori specifici.

Valutare correttamente la filiera produttiva consente di bilanciare rischi e compensi, riconoscendo ai fornitori un ruolo cruciale nell’equilibrio aziendale.

Le nuove sfide – che dipendono sia dalla forte concorrenza internazionale, sia dai player dominanti all’interno del mercato – impongono cambiamenti anche alle piccole e medie imprese, che sono sottoposte a pressioni sempre più forti sul fronte della sicurezza, della tracciabilità e della certificazione.

Un’azienda organizzata, attenta alla propria attività di supply chain, adotta un processo interno di validazione dei fornitori: l’attività investigativa mirata di Investigazioni Italia® contribuisce a questa importante attività di validazione, attraverso un’analisi specialistica non solo economica e finanziaria, ma anche commerciale, reputazionale e legale, in riferimento alle sopracitate problematiche corruzione e riciclaggio (D.Lgs. 190/2012 e D.Lgs. 231/2007).